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  • Immagine del redattoreAlberto Carnio

Le zone blu: come vivere a lungo e in forma

Le zone blu, in inglese blue zones, sono luoghi distanti migliaia di chilometri tra loro che apparentemente non sembrano avere nulla in comune.


Eppure un denominatore uguale tra loro lo possiedono: la longevità della popolazione. Il loro segreto è emerso quando gli studiosi Gianni Pes e Michel Poulain pubblicarono il loro studio demografico sulla longevità umana.


L'elaborato identificava la provincia di Nuoro, in Sardegna, come l'area con la maggiore concentrazione di centenari al mondo.


Gli studiosi, per procedere nel lavoro, tracciavano sulla mappa una serie di cerchi concentrici con una penna blu, da qui il termine "zona blu".


Le zone blu nel mondo

Al giorno d’oggi contiamo ben 5 zone blu nel mondo: Ogliastra in Sardegna, l'isola di Okinawa in Giappone, la penisola di Nicoya in Costa Rica, l’isola di Icaria in Grecia e la località di Loma Linda in California.


Se hai avuto la possibilità di visitare almeno uno di questi luoghi puoi confermare che i paesaggi incontaminati, la presenza di comunità molto unite e l’alimentazione sana sono tutti fattori che accomunano queste oasi felici.


Fattori incidenti che rendono uniche le zone blu


Alimentazione

L’alimentazione nelle zone blu è caratterizzata principalmente da una dieta povera di grassi ma ricca di proteine, soprattutto vegetali.


I cereali ricchi di fibre, come grano integrale, riso, farro e avena, sono accompagnati da porzioni abbondanti di frutta e verdura, ricche di minerali, vitamine e antiossidanti.


Le abitudini alimentari delle zone blu prevedono il consumo di formaggi derivanti dall’allevamento familiare e olio di oliva.


I pasti sono dosati con porzioni meno abbondanti rispetto alla media della popolazione mondiale e inseriti più volte nell’arco della giornata.


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Ottimismo nelle zone blu

L’ottimismo è una delle caratteristiche principali delle zone blu. Vivendo nel momento presente, senza pensare al passato o preoccuparsi del futuro, la popolazione ultra centenaria riesce a mantenere alto il proprio umore.


Questo aiuta la produzione di endorfine che hanno un preciso effetto ormonale e chimico nel corpo. L’organo che ne trae maggiori benefici è sicuramente il cervello, non a caso in queste località la percentuale di demenza senile è molto bassa.


Le zone blu e la spiritualità

Anche la spiritualità ha una forte incidenza. L’esempio più lampante è forse quello di Loma Linda in California dove è molto sentita la Chiesa Avventista.


La Chiesa Evangelista è nota per osservare uno stile di vita sano e vegetariano, per l'impegno a favore della libertà religiosa e per le attività sociali e solidali verso il prossimo.


Avere fede condiziona il modo di vivere: aiuta ad essere meno legati ai bisogni materiali e favorisce atteggiamenti che combattono lo stress come la gentilezza, la solidarietà fra vicini, la condivisione, il perdono.

Come disse il medico Franco Berrino nel suo speech al TEDx di Lucca, la preghiera è la forma occidentale della meditazione con la quale possiamo agire sul DNA.


Decine di geni cambiano la loro attività dopo un’ora di meditazione e in particolare si spengono i geni dell’infiammazione che sono alla base delle malattie croniche al giorno d’oggi.


Attività fisica e ambiente

Una caratteristica comune tra le zone blu è la vita all’aperto svolta in maniera attiva, uno stile che contrasta naturalmente le malattie metaboliche.


Esporsi al sole favorisce una buona produzione di vitamina D, una sostanza che rafforza le difese immunitarie, migliorando la salute di questi anziani rispetto la media mondiale.


Il clima e l’ambiente sono fattori altrettanto importanti che influenzano le zone blu.


L’aria pulita, la presenza di basse percentuali di umidità e le temperature miti invogliano le persone a vivere in contatto con la natura, a praticare hobby per una vita migliore, o raggiungere i vicini a piedi.


Senso di comunità nelle zone blu

In casi specifici come Icaria in Grecia e Ogliastra in Sardegna, le comunità si trovano isolate dal resto della popolazione.


Questo, non solo ha favorito alcune caratteristiche genetiche che hanno reso la popolazione “resiliente”, ma ha fatto sì che la comunità negli anni diventasse unita e conviviale.


Gli abitanti qui non soffrono la solitudine, anzi, hanno raggiunto un ottimo livello di coesione sociale, aiutandosi nella risoluzione dei problemi quotidiani.


Poter contare sul prossimo allevia lo stress che accompagna tutto il processo del problem solving, garantendo all’interessato una qualità di vita migliore.


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Alcuni esempi di blue zone


L'isola di Okinawa, Giappone

Circondata dall’Oceano Pacifico, l’isola di Okinawa è la più grande dell’arcipelago di Ryukyu. Il clima subtropicale, le acque cristalline, la sabbia bianca e le giungle di mangrovie rendono quest’isola un vero paradiso.


Chiamata “la terra degli immortali” nelle leggende nipponiche, Okinawa ha un ricco patrimonio culturale in cui la gastronomia è di primaria importanza.


Infatti, quando gli abitanti parlano di alimentazione utilizzano la parola nuchigusui, che significa “medicina della vita”.


Con questo vocabolo si riferiscono a ciò che guarisce sia la mente sia il corpo, come l’amore materno, la gentilezza, uno splendido paesaggio o dell’ottimo cibo.


Una dieta equilibrata favorisce un fisico sano, con gli stessi effetti delle medicine tradizionali. Le pietanze semplici e genuine di quest’isola forniscono un buon equilibrio nutrizionale.


La carne di maiale, ad esempio, viene bollita per eliminare il lardo e le parti grasse. Gli abitanti fanno largo consumo di tofu che contiene proteine vegetali mentre l’assunzione di sale viene limitata rispetto al resto del Giappone.


Penisola di Nicoya, Costa Rica

Situata in Costa Rica su una penisola al confine col Nicaragua, Nicoya è un distretto nella provincia del Guancaste, che comprende cinque aree: Hojancha, Nandayure, Carrillo, Santa Cruz e Nicoya.


Gli abitanti hanno una visione positiva della vita, fattore che a sua volta incide sulla longevità. I centenari di Nicoya visitano spesso i vicini e in genere vivono in famiglia. In questo modo si sentono necessari e si impegnano per contribuire al bene comune.


La dieta tradizionale prevede las tres hermanas dell’agricoltura ossia: zucca, mais e fagioli. Si cena presto con un pasto leggero per poi fermarsi a guardare il sole che tramonta.


Tutti i centenari qui sembrano aver scoperto il proprio Ikigai, lo scopo principale nella vita, a cui hanno aggiunto un motto tanto iconico quanto fondamentale: Pura vida!


Con pura vida gli abitanti della Costarica intendono il vivere nel qui e ora senza preoccuparsi del passato, che non può tornare indietro e senza stressarsi per il futuro, che esiste solo nella mente.


Pura vida significa vivere il prossimo e rispettare la Pachamama, che in costaricense significa madre natura, perché nulla è più importante della terra che abitiamo.


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